Un Ingil dato a Gesù o quattro ai suoi discepoli?

“Il Qur’ān accenna soltanto ad un Ingīl dato a Gesù, ma l’Ingīl di oggi è stato scritto dai suoi seguaci”

Né Maometto (psdl) né Gesù hanno messo giù degli scritti, sebbene molti sembrano voler tenersi stretta questa idea fantasiosa. I loro scritti sono stati innazitutto scritti dai loro compagni dopo la loro morte.

Tuttavia, l’Ingīl di Gesù è stato dato in una maniera differente rispetto alle altre scritture. Nel caso di molti profeti, come `Īsāiah e Geremia, Dio ha affidato loro un messaggio specifico in quanto “Parola di Dio”, e quindi lo scritto di quel profeta era la particolare “Parola di Dio”. Comunque, sia nell’Ingīl che nel Qur’ān, soltanto Gesù è chiamato “la Parola di Dio”, che significa che lui stesso è il messaggio principale (1). Mentre gli altri profeti sono venuti a portare una “Parola di Dio” scritta, nel caso di Gesù è stato l’opposto. Lui stesso era la Parola di Dio vivente, e quindi le sue Scritture (l’Ingīl) non erano il primo centro dell’interesse, mentre la persona di Gesù lo è. L’Ingīl è semplicemente la relazione dei testimoni oculari di ispirazione divina, che descrive la vita e gli insegnamenti di quella Parola di Dio vivente. Gesù ha assegnato ai suoi discepoli il compito di testimoniare e di affermare al mondo tutti i suoi insegnamenti (Matteo 28:18-20). Ha anche promesso loro che lo Spirito Santo gli avrebbe ricordato i suoi insegnamenti (Giovanni 14:26). Per preservare questo sacro messaggio della Parola di Dio vivente, i suoi dodici discepoli e i loro stretti compagni sotto Divina Ispirazione hanno narrato la biogafia di Gesù e gli insegnamenti dell’Ingīl.

Cosa dire dell’Ingīl di cui si parla nel Qur’ān? Gli studiosi coranici (2) concordano che la parola araba اِنْجِيل Ingīl non è una parola di origine araba ma una traslitterazione della parola greca εὐαγγέλ (euangel), come la parola italiana “evangelo”. Quindi, per trovare il significato di Ingīl, dobbiamo trovare cosa ha significato per quelli che hanno usato il termine. Ingīl è il termine usato per le scritture di milioni di cristiani di lingua araba, farsi, urdu, turca. Vi sono tre significati paralleli per euangel usati sia dai primi cristiani sia dal Qur’ān:

Il Messaggio di Gesù – nel suo significato letterale, Ingīl significa semplicemente un messaggio di “buona notizia”. Riguardo a Gesù, questo si riferisce al suo insegnamento sulla salvezza e il regno di Dio.

Un Resoconto della Vita di Gesùeuangel si riferisce anche ad una descrizione della vita di Gesù, come quelle di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, che quasi da subito sono stati chiamati proprio “l’evangelo”.

Le Scritture Cristiane – in terzo luogo, nel senso generale di euangel si riferiscono alle scritture cristiane in 27 parti, che sono anche chiamate in italiano Nuovo Testamento.

Proprio come la parola araba “Khulna” che si riferisce sia ad una città, sia ad un quartiere o ad una regione, così ‘ Ingīl’ allude allo stesso tempo 1) al nucleo del messaggio di Gesù, 2) alla descrizione di questo messaggio oppure 3) alle scritture che contengono il messaggio. Il Qur’ān dice che l’Ingīl che Gesù ha dato è perfettamente corretto e che il suo rolo era di dare all’umanità il messaggio euangel della salvezza e del Regno di Dio. In questo significato generale di messaggio evangelico, Gesù ha insegnato l’ “Ingīl” così come gli è stato insegnato, “Hikmat” o saggezza (Ma’idah 3:48). Quando il Qur’ān dice che l’Ingīl è un libro, ciò concorda anche con il significato primario di euangel o Ingīl. È evidente dalle testimonianze storiche che i primi musulmani intendevano l’Ingīl per designare le esistenti scritture cristiane, e la storia ci fornisce un gran numero di prove sull’attendibilità delle scritture.

Dall’inizio del II secolo il termine euangel era usato dai cristiani per riferirsi ai quattro Vangeli riportati da Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Il rinomato studioso F. F. Bruce spiega:

“In un’epoca molto antica sembra che i quattro Vangeli fossero riuniti in un’unica raccolta. Dovrebbero essere stati riuniti molto presto dopo la redazione del Vangelo secondo Giovanni. La quadruplice raccolta era conosciuta all’origine come “Il Vangelo” al singolare, non “I Vangeli” al purale; c’era solo un Vangelo, narrato in quattro testimonianze, distinte come “secondo Matteo”, “secondo Marco” e così via. Intorno al 115 d.C., Ignazio vescovo di Antiochia fa riferimento a “Il Vangelo” come ad uno scritto autorevole, e poiché conosceva più di uno dei quattro “Vangeli”, potrebbe benissimo voler dire “Il Vangelo” e  basta, la quadruplice raccolta che andava sotto quel nome. (3)

Quindi, per un individuo dei giorni di Maometto “l’Ingīl” designava i quattro Vangeli (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) o le scritture cristiane in generale. L’apostolo Pietro scrive:

Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. … Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo. (2 Pietro 1:16, 20-21)

Altrove nel Nuovo Testamento sta scritto:

Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. (2 Timoteo 3:16-17) Chi dunque disprezza questi precetti, non disprezza un uomo, ma quel Dio che vi fa anche dono del suo Santo Spirito. (1 Tessalonicesi 4:8)

  1. Per le evidenze che Gesù è l’unica Parola di Dio secondo il Qur’ān , vedi  Gesù è l’unica Parola di Dio?
  2. Per esempio, Zamakhshari e  Baidhawi.
  3. F.F. Bruce, The New Testament Documents: Are They Reliable? (Intervarsity Press; Downers Grove Il., rpt. 1992), p.23 così citato da Sam Shamoun.

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