Deuteronomio 18 – Un profeta come Mosè

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Dei polemisti come Naik e Deedat hanno sostenuto che Deuteronomio 18 si riferisce non a Gesù ma a Maometto:

15 Per te il SIGNORE, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto!
16 Avrai così quello che hai chiesto al SIGNORE tuo Dio, in Oreb, il giorno dell’assemblea, quando dicesti: «Che io non oda più la voce del SIGNORE mio Dio, e non veda più questo gran fuoco, affinché io non muoia.»
17 Il SIGNORE mi disse: «Quello che hanno detto, sta bene:
18 io farò sorgere per loro un profeta come te in mezzo ai loro fratelli, e metterò le mie parole nella sua bocca ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò.
19 Avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto.
20 Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome qualcosa che io non gli ho comandato di dire o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta sarà messo a morte.»

(Deuteronomio 18:15-19)

Centinaia di anni prima di Gesù gli Ebrei associavano questa profezia alla venuta del Messia. Di recente, tuttavia, alcuni musulmani hanno affermato che questa profezia non si rifersice al Messia ma a Maometto. Questa profezia dà tre criteri fondamentali per identificare il profeta:

  1. Per te (cioè agli Israeliti a cui Mosè si sta rivolgendo) (v. 15).
  2. Fra i tuoi fratelli (v. 15).
  3. Come Mosè (v. 18).

Primo criterio: “Per te”

Per te il SIGNORE, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me.” (Deuteronomio 18:15)

Mosè qui si stava chiaramente rivolgendo alla comunità israelita che peregrinava. Sebbene sia Gesù che Maometto hanno affermato di essere per tutti i popoli, il ministero iniziale di Gesù si è concentrato sul popolo di Israele, mentre quello di Maometto sugli Arabi.

Secondo criterio: “Fra i tuoi fratelli”

“Per te il SIGNORE, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta com me.” (Deuteronomio 18:15)

Qui Mosè stava parlando agli Israeliti riuniti a Moab dopo averli portati fuori dall’Egitto e condottili per quarant’anni attraverso il deserto; quindi ci aspetteremmo che “fra i tuoi fratelli” (in ebraico anche “connazionali”) significhi tra quelli di questa comunità. Tuttavia dei polemisti come Naik e Deedat cercano di ampliare questo significato della parola a “fratelli/connazionali” per includere gli altri popoli semiti discesi da Abrahamo, quindi Maometto. Eppure l’intepretazione contraddice il significato basilare della parola ebraica qui usata per “fratello” אח, ‘akh, (arabo, اَخ ). Questa parola significa “una persona della stessa tribù”, e i discendenti di Ismaele erano all’epoca già una tribù separata da cinque secoli. L’eminente traduttore del Qur’ān, il musulmano Muhammad Hamidullah, concorda: “La parola araba akh significa sia fratello che membro della truibù.” (1)

Tale interpretazione è confermata confrontando il verso 15 del capitolo precedente, Deuteronomio 17, in cui si legge:

“… Metterai su di te come re uno del tuo popolo; non metterai come re uno straniero che non sia del tuo popolo” (lett. “che non sia fra i tuoi fratelli”, akh). (Deuteronomio 17:15)

Questo verso indica chiaramente che “fra i tuoi fratelli (אח)” potrebbe indicare soltanto un Israelita. Infatti, molte nazioni circondavano Israele, come gli Arabi, anch’essi semiti discendenti di Abrahamo (così come i Moabaiti, gli Edomiti, etc.). Solo per questo motivo dovremmo dire che il “profeta” potrebbe venire da qualunque nazione semita? Al tempo di questa profezia la progenie di Ishmael e di Īsāac stava vivendo in continenti separati da quasi cinque secoli e parlava dialetti differenti. Una analogia oggi potrebbe essere fatta tra i bengalesi e gli afghani: entrambi hanno antenati Ariani, ma non chiameremo mai afghani e bengalesi “fratelli della stessa tribù”.

Quindi dobbiamo concludere che questo Profeta predetto doveva venire dalle dodci tribù di Israele a cui Mosè si stava indirizzando, e non ad una nazione lontanamente imparentata. Siccome Maometto non era un Israelita, Deuteronomio 18:15 non può assolutamente trattarsi di una predizione su Maometto.

Terzo criterio: “Un profeta come Mosè”

“Io farò sorgere per loro un profeta come te in mezzo ai loro fratelli.”

(Deuteronomio 18:18)

Naik e Deedat hanno compilato varie liste di somiglianzetra Maometto e Mosè per provare che questa profezia si riferiva a Maometto e non a Gesù:

  1. A differenza di Gesù, sia Maometto che Mosè hanno portato un dettagliato codice di leggi.
  2. A differenza di Gesù, sia Maometto che Mosè erano nati normalmente da un padre.
  3. A differenza di Gesù, sia Maometto che Mosè erano sposati.
  4. A differenza di Gesù, sia Maometto che Mosè erano capi politici del loro popolo.
  5. Sia a Maometto che a Mosè è stato detto da Dio di iniziare a contare i mesi a partire dalla loro epoca.
  6. Sia Maometto che Mosè sono dovuti fuggire dalle mani dei loro nemici e hanno trovato un compagno nei loro suoceri.
  7. Sia Maometto che Mosè sono morti in modo ordinario.

 

Alcuni polemisti hanno usato ulteriori similitudini che sono in realtà false:

  • A differenza di Gesù, sia Maometto che Mosè hanno soggiogato un’area geografica (Falso: Mosè non è nemmeno mai entrato in Canaan, li ha soltanto condotti al confine e Giosuè l’ha conquistata).
  • Sia Maometto che Mosè si sono rifugiati a Madian, che più tardi è stata chiamata Yathrib e poi Medina (Falso: Madian si trova a circa 650 km da Medina).
  • A differenza di Gesù, sia Maometto che Mosè hanno predicato dieci anni a Madian/Medina (Falso: Mosè si è preso cura delle pecore per quarant’anni, non dieci anni, nell’area desertica di Madian; la sua chiamata e la sua predicazione sono arrivate più tardi).

Quindi, c’è un totale di sette confronti che possono essere fatti tra Mosè e Maometto. Nota come la maggior parte di queste similarità sono praticamente soddisfatte da qualunque leader umano (normale nascita, matrimonio, leader del proprio popolo, legislatore, conquistatore di un paese, morto in modo ordinario). Potremmo, allo stesso modo, trovare anche più similarità tra Davide e Mosè:

  1. Entrambi erano dei capi politici
  2. Sono nati normalmente
  3. Sono stati sposati con tante donne
  4. Hanno avuto figli
  5. Erano Israeliti
  6. Hanno soggiogato la terra di Canaan
  7. Hanno portato delle scritture
  8. Hanno ricevuto un patto
  9. Sono morti in modo ordinario

Salomone e Mosè:

  1. Entrambi erano dei capi politici
  2. Sono nati normalmente
  3. Sono stati sposati con tante donne
  4. Hanno avuto figli
  5. Erano Israeliti
  6. Hanno soggiogato la terra di Canaan
  7. Hanno portato delle scritture
  8. Sono morti in modo ordinario

Anche dei leader moderni come l’ex Consigliere Capo del Governo provvisorio del Bangladesh, il Dr. Fakhruddin Ahmed, può essere definito come Mosè in questi aspetti (è nato normalmente, è sposato, ha dei figli, è stato scelto dal suo popolo ed è stato il leader di una nazione). Quindi, questo non prova nulla.

Invece, per identificare quel qualcuno “come Mosè”, abbiamo bisogno di guardare piuttosto agli aspetti essenziali ed unici del ruolo e del ministero di Mosè. Se leggiamo la descrizione completa di Mosè nella Torah, vediamo tre cratteristiche uniche che non ha condiviso né con Davide né con Salomone né con Maometto, ma che sono state soddisfatte sommamente e pienamente da Gesù:

1. Al centro del ministero #1: Mosè ha portato la salvezza al popolo di Dio dalla schiavitù fisica e li ha condotti nella Terra Promessa fisica di pace e abbondanza. Gesù ha portato la salvezza al popolo di Dio dalla prigionia spirituale e gli ha mostrato la via verso una Terra Promessa spirituale di pace e abbondanza (il Paradiso). Il ministero di Maometto non ha comportato la salvezza del popolo di Dio.

2. Al centro del ministero #2: Mosè era soltanto un mediatore tra Dio e il suo popolo, evitandogli la collera di Dio, intercedendo per loro e stando tra loro e Dio (Numeri 21:7, 16:42-50, Esodo 15:23-25, Esodo 19). Questa era anche la parte centrale del ministero di Gesù, di intercedere nel nome del popolo di Dio (1 Timoteo 2:5, Ebrei 7:25), evitandogli l’ira di Dio.

3. Al centro del ministero #3: Mosè ha portato un nuovo patto agli Israeliti. Mosè e Gesù sono stati i soli due uomini nella storia che hanno portato e mediato una nuova alleanza tra Dio e il suo popolo. Il nuvo patto di Gesù è stato profetizzato da Geremia:

“Ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE, «in cui io farò un nuovo patto con la casa d’Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che feci con i loro padri il giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese d’Egitto: patto che essi violarono, sebbene io fossi loro signore», dice il SIGNORE; «ma questo è il patto che farò con la casa d’Israele, dopo quei giorni», dice il SIGNORE: «io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo.”
(Geremia 31:31-33)

Gesù ha insegnato con autorità una nuova legge guidata dall’interno dell’uomo come una componente di questo nuovo patto (es. Matteo 5-7). Maometto non ha mai detto di portare un nuovo patto, ma piuttosto intendeva ristorare lo stesso sistema come ai giorni di Abrahamo.

Infatti, la Tawrat e il Qur’ān dochiarano apertamente quail sono le caratteristiche uniche di Mosè:

Non è più sorto in Israele un profeta simile a Mosè, con il quale il SIGNORE parlava faccia a faccia, per tutti i segni e i prodigi che ha fatto…” (Deuteronomio 34:10-11)

“… Se vi è tra di voi qualche profeta, io, il SIGNORE, mi faccio conoscere a lui in visione, parlo con lui in sogno. Non così con il mio servo Mosè, che è fedele in tutta la mia casa. Con lui io parlo a tu per tu, con chiarezza, e non per via di enigmi.” (Numeri 12:6-8)

“Ora il SIGNORE parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico.” (Esodo 33:11)

Possiamo quindi ora aggiungere due ulteriori “caratteristiche uniche” a Mosè alla nostra lista:

4. Al centro del ministero #4: parlare con Dio direttamente, non attraverso angeli mediatori o sogni

A differenza di Maometto, sia Gesù che Mosè di consueto hanno sentito Dio direttamente anziché attraverso visioni o l’intermediazione di angeli (Numeri 12:6-8, Esodo 33:11). Il Qur’ān concorda con questo: nella Sura Al-Nisa 4:163-164 il Qur’ān dice che Maometto e tutti gli altri profeti erano stati semplicemente ispirati, ma “…a Mosè Dio ha parlato direttamente ( تَكلِيمَا )”. Mosè è indicato separatamente perché Dio ha parlato con lui direttamente.

Maometto riceveva la rivelazione attraverso l’angelo Gabriele (Baqarah 2:97). Anche Gesù è descritto come colui che parla direttamente con Dio, addirittura faccia a faccia. Nella trasfigurazione sulla cima del monte (Matteo 17, Marco 9, Luca 9) Dio si rivolge a Gesù direttamente, proprio come ha fatto con Mosè. È chiaro attraverso il Vangelo come Gesù ascoltava direttamente da Dio senza un angelo intermediario.

5. Al centro del ministero #5: Ha compiuto segni e prodigi miracolosi

Secondo il Qur’ān, Gesù ha compiuto tanti miracoli sovrannaturali (3:49, 2:253) e, sempre secondo il Qur’ān, il solo segno miracoloso di Mametto è stato il Qur’ān. Sia Gesù che Mosè hanno compiuto numerosi e potenti miracoli che sono ben documentati nelle loro scritture.

Se vogliamo guardare ad altre similitudini più superficiali, possiamo trovarne il doppio di quelle estratte da Naik e Deedat:

6. A differenza di Maometto, sia Gesù che Mosè erano Israeliti.

7. A differenza di Maometto, sia Gesù che Mosè sono nati poveri, non in famiglie influenti; invece Maometto è nato in una famiglia illustre.

8. Sia Gesù che Mosè sono stati cresciuti dalle loro madri, mentre Maometto è stato cresciuto nel deserto dalla balia beduina Halimah.

9. A differenza di Maometto, sia a Gesù che a Mosè hanno tramato di ucciderli nella loro infanzia tramite l’editto di un sovrano.

10. A differenza di Maometto, sia Gesù che Mosè, nella loro infanzia, sono stati salvati da un intervento divino. (Esodo 2:2-10, Matteo 2:13)

11. A differenza di Maometto, sia Gesù che Mosè hanno viaggiato dall’Egitto alla Palestina dove hanno portato a termine il loro ministero.

12. A differenza di Maometto, sia Gesù che Mosè hanno parlato con Dio “faccia a faccia” su un monte. (Esodo 33:11, Matteo 17:3)

13. A differenza di Maometto, sia Gesù che Mosè hanno mostrato un controllo sovrannaturale delle acque:

14. Mosè dividendo il Mar Rosso e Gesù calmando la tempesta. (Esodo 13-14, Luca 8:22-25)

15. Mosè è stato preparato nel deserto per quarant’anni, Gesù per quarata giorni. (Atti 7:23 con Esodo 7:7, Matteo 4:1)

16. Enrambi nella scrittura sono stati chiamati “servi fedeli”. (Numeri 12:7, Ebrei 3:2-5)

Critica: “Ma alla fine di Deuteronomio sta scritto che non è sorto nessun altro profeta in Israele come Mosè, quindi si deve trattare di qualcuno all’infuori di Israele”

Innanzitutto questo passaggio dice semplicemente che fino a quel momento non era sorto nessun profeta in Israele come Mosè. Se si stesse riferendo ad un futuro indeterminato, dovremmo leggere “da allora non sorgerà profeta in Israele come Mosè”; invece dice “non è sorto”, al passato prossimo, riferito all’epoca della Torah. Invero, questo passaggio chiarisce il contrasto che c’è tra Mosè e Maometto come abbiamo visto prima (conosceva il Signore faccia a faccia e ha fatto segni e meraviglie potenti).

“Non è più sorto in Israele un profeta simile a Mosè, con il quale il SIGNORE parlava faccia a faccia, per tutti i segni e i prodigi che il SIGNORE lo mandò a fare nel paese d’Egitto.” (Deuteronomio 34:10-11)

Cosa dice la Scrittura?

La Parola di Dio, il Santo Ingīl, dice chiaramente che la profezia di Deuteronomio 18 riguarda Gesù:

Il discepolo Pietro ha testimoniato: “… il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù […] di cui Dio ha parlato fin dall’antichitaà per bocca dei suoi santi profeti. Mosè infatti disse: «Il Signor Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; […]Tutti i profeti che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunziato questi giorni.” (Atti 3:13, 21-22, 24. Vedi anche Ebrei 3:1-3)

Gesù disse: “Se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me.” (Giovanni 5:46)

Mentre l’Ingīl cita precisamente questa pofezia di Deuteronomio e dichiara che Gesù l’ha adempiuta, il Qu’ran afferma solo vagamente che Maometto era menzionato da qualche parte nelle scritture precedenti (7:157). Il Qu’ran da nessuna parte dice esplicitamente che Deuteronomio 18 si riferisce a Maometto, ma l’Ingīl dichiara categoricamente che Deuteronomio 18 si riferisce a Gesù.

  1. 1. Dalle note a piè di pagina della traduzione francese di Al-A’raf 7:65,73 in Le Coran, Le Club Français du Livre, 1959.

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